Ho atteso i dati dello scrutinio delle amministrative a Selva Malvezzi, un po’ perché è il primo seggio a finire (date le dimensioni), un po’ per scaramanzia, un po’ perché Selva Malvezzi da sempre qualche indirizzo sull’esito che poi si consoliderà nel capoluogo.
E’ stato li che ho scoperto che la nostra proposta politica teneva, nel passaggio dalle Europee alle Comunali.
Nel giro di 24 ore ci siamo scoperti forti, competitivi, sul pezzo.
Qualche segnale lo avevamo avuto in campagna elettorale: vedere la piazzetta di Via Mazzini gremita per il nostro comizio pubblico come mai nella nostra storia, è stato un bel segnale. Essendo sempre stati prudenti, non ci eravamo sbilanciati: quante volte nella storia le piazze piene hanno avuto scarso peso nelle urne, irrimediabilmente vuote?
Invece stavolta no, stavolta può essere la volta buona: sarà un referendum sulla volontà, sulla voglia, sulla sete di cambiamento. Il ballottaggio dell’8 Giugno per importanza e significato trascende e supera i normali confini di destra e sinistra, categorie importanti ma datate, che ormai non dicono più la totalità dei fatti. A certificare la nostra identità sinceramente riformista c’è quel 40,65% di molinellesi che hanno votato per noi sin dal primo turno, attestandoci ad un’incollatura dai nostri avversari, che hanno su di noi un singolo punto di vantaggio.
Partivamo staccati di un’enormità, sulla carta. Più di 30 punti: li abbiamo recuperati praticamente tutti. Abbiamo dimostrato che una buona politica genera ottimi numeri. Quando invece si fa politica guardando solo ai numeri, si fa una pessima politica e si ottengono numeri ancor più brutti.
Abbiamo delineato una proposta chiara, limpida, con un programma di buon senso (il programma amministrativo è arrivato nelle case di tutti i cittadini nella sua versione sintetica), misurabile, con proposte che stanno all’interno delle nostre possibilità. Chiediamo a tutti i cittadini, anche e soprattutto quelli che nel ballottaggio non saranno rappresentati da candidati che avevano scelto al primo turno, di giudicarci sulla base delle nostre proposte.
Continueremo a essere per una politica diversa: più umana, a portata di mano, sempre civile con gli amici come con gli avversari. Siamo tutti cittadini di un grande paese: Molinella. Una politica che rispetti l’identità e la tradizione molinellese facendo sempre gli interessi del nostro territorio.
Per questo chiediamo una grande mobilitazione per il ballottaggio dell’8 Giugno: andiamo a votare tutti per dare un segnale, una speranza, al nostro paese. Il momento per cambiare le cose, è il presente.
Possiamo farcela. Tutti quanti. Assieme.
Dario Mantovani
Candidato sindaco del PD Molinella “Dalla parte di Molinella”
