rinnovoUna “nuova stagione politica” è possibile, per poterla attuare si deve iniziare a lavorare tenacemente per liberare le grandi energie che la società è in grado di mettere in gioco coinvolgendone le diverse componenti, valorizzando meriti, talenti e sincera “spinta ideale”/passione. Le forze politiche lungimiranti dovrebbero impegnarsi ad aprire le loro porte a tutti coloro che desiderano portare il loro contributo di idee e progettualità, non essendo più sostenibile un sistema basato sulla delega permanente ad una classe politica che risponde solo a se stessa. Da qui, potrebbe realmente partire quel rinnovamento della politica – tante volte auspicato ma raramente realizzato – riaprendone i canali ostruiti del ricambio.

Dalla nostra esperienza abbiamo potuto constatare che per ampie fasce della società civile è estremamente difficile essere parte attiva nei governi locali, partecipando ai processi decisionali e ricoprendo cariche pubbliche, se non a costo di sacrifici troppo alti. Frequentemente ci si trova di fronte ad una classe politica di professione ed autoreferenziale che crea un circolo vizioso che ostacola il rinnovamento. Certamente, oggi, le occasioni e gli strumenti di partecipazione politica sono aumentati rispetto al passato ma, a certi livelli di responsabilità e di impegno, “l’accesso” alla politica non avviene con pari opportunità per tutte le persone desiderose di impegnarsi coscienziosamente nella gestione della “cosa pubblica”. Chi svolge determinate attività lavorative, pur possedendo le competenze necessarie, il senso del dovere e lo spirito di porsi al servizio della collettività – caratteristiche fondamentali per ricoprire cariche pubbliche – è costretto a compiere scelte estremamente difficili e sofferte poichè non sufficientemente tutelato. Pertanto, la conseguenza è una scelta che sfocia nel “troppo”, sperimentando i rischi del superimpegno e di sacrifici eccessivi e il “troppo poco” esercitando una forma di partecipazione illusoria, di coinvolgimento parziale che non può cambiare le cose ma rafforza il potere di coloro che già lo detengono. Così, molto spesso, la scelta è destinata ad essere deludente e frustrante. Crediamo che questo argomento, trattato in letteratura dai politologi, rivesta una notevole importanza poichè genera una preclusione, un impedimento alla liberazione di energie e risorse – quantitative e qualitative – che potrebbero sprigionarsi se tutti potessero accedere serenamente alla gestione della cosa pubblica per un determinato e limitato periodo della loro vita. Quindi, un ostacolo alla partecipazione che una democrazia evoluta dovrebbe cercare di abbattere con decisa determinazione.

PD Molinella