Intervista all’assessore allo sport Andrea Scalambra
Come ti stai trovando in questa prima esperienza da amministratore?
Quando ho deciso di intraprendere questa nuova strada, ero consapevole della responsabilità e del ruolo che ha una persona nel momento in cui deve cercare di ragionare e agire per il bene della propria comunità. Non so se sarò all’altezza del ruolo, ma sicuramente la molla che mi ha spinto è stata l’entusiasmo e la voglia di fare.
Questo primo periodo è stato di studio e le energie sono state dedicate alla ristrutturazione organizzativa del mondo dell’Associazionismo. Ho iniziato con la sfera sportiva, ed ora mi sto addentrando in quella del sociale e volontariato.
Una cosa che mi ha stupito un po’ per la sua valenza, è l’entusiasmo che rilevano i cittadini in questa prima fase, cosa che mi auguro, sia dovuta alla voglia di rinnovamento, assecondata da una particolare apertura, da parte dell’Amministrazione, verso l’ascolto delle varie necessità e realtà.
Qual è stato il percorso che ti ha portato a metterti in gioco con Dario Mantovani e gli altri assessori?
Sono stato contattato da Dario, così come dagli altri schieramenti, per dare un contributo, riguardo le mie conoscenze su quello che è il mondo sportivo molinellese, nel quale ho molte amicizie. Ho portato a tutti le mie idee e impressioni, quel che ha differenziato la reazione di Dario è stata l’onestà: “forse l’unico che ha veramente chiarezza su ciò che dici e sui metodi di attuazione sei tu, per cui ragionaci, se ti interessa avere un ruolo come assessore.”
Non conoscevo il mondo politico, il candidato Sindaco aveva 31 anni, e gli altri amministratori erano persone a me quasi sconosciute. Quindi con così poche variabili conosciute perché accettare? Non amo il rischio, e la cosa che in realtà stava sempre più maturando in me era l’energia che emanava l’attuale Sindaco. La sua esperienza, capacità comunicativa, voglia di fare le cose alla grande ma con la consapevolezza delle reali possibilità, mi portarono ad accettare di affiancarlo. In seguito alla mia domanda: “Come fai Dario a sapere così tante cose in campi diversi, in modo così dettagliato, e appassionato?” La sua risposta: “Andrea, tu sei appassionato di Sport, da sempre ragioni e cerchi di crescere in quel mondo. Per me quel mondo è sempre stato la Politica.”
Qual è la situazione dello sport a Molinella?
Lo Sport a Molinella rappresenta molto nella nostra comunità, e questo è riconosciuto sia dentro che fuori dai nostri confini. Fa crescere i nostri giovani, crea aspirazioni e sogni, aiuta le persone migliorandone la qualità della vita. Tante Associazioni organizzatissime sotto tutti i punti di vista, tante manifestazioni di riferimento nazionale, progetti come Scuola di Sport che ormai radicati rappresentano comunque un’eccellenza, atleti che dimostrano sempre più di crescere in una realtà vincente. Però c’è qualcosa che non funziona: disgregazione e gelosie portano spesso a correre individualmente o portano a dividersi, frammentando questo mondo fantastico. Se non si cerca di migliorare questo, con la diminuzione delle possibilità di Coni, Federazioni, Comune ed eventuali Sponsor, tutto rischia di crollare.
Consiglio delle Società e Accademia dello Sport le prime medicine a questo malessere curabile! Un’altra problematica è lo stato dell’impiantistica, il cui degrado è sotto gli occhi di tutti, e si stanno facendo da subito salti mortali per cercare di sistemare il sistemabile. L’eredità in questo campo è pesantissima, i soldi sono pochi, ed ora tutti i nodi stanno arrivando al pettine.
Sono comunque fiducioso.
Hai presentato un piano quinquennale dello sport, dacci un’idea di che cos’è e quali sono le principali novità
La presentazione di questo piano, vuole rappresentare una strada iniziale sulla quale lavorare, creandone modifiche in base alle reali necessità della comunità molinellese. Strada da costruire e variare, non da solo, ma con tutte le realtà che ne sono coinvolte. In questo caso l’Amministrazione e il sottoscritto devono equilibrare le reali necessità.
Alcuni punti per me importanti:
- I soggetti dello sport devono collaborare fra di loro;
- Riorganizzazione dell’utilizzo dell’impiantistica per efficientare il rapporto Spazio/Tempo;
- Ristrutturazione impiantistica: prima si sistema il presente, poi si pensa al nuovo.
- Convogliare l’interesse di Aziende ed eventuali Sponsor al mondo sportivo;
- Lo sport per disabili come un dovere prima, e come una possibilità poi;
- L’importanza del “Ricordare” e “Rivivere” per imparare e motivare;
- Galà dello Sport per mostrare, premiare, creare conoscenza, crescere;
- Educazione allo Sport (dibattiti, lezioni a tema, conferenze…)
- Scuola di Sport come mezzo per le insegnare e dare la possibilità di scegliere consapevolmente;
- Progetto Costruiamo l’Atleta perché il percorso di un bambino prima, e di un atleta poi, possa essere sostenuto sotto tutti i punti di vista.
Come lo vedi il futuro?
Posso solo essere ottimista. Bisogna cambiare angolazione con cui guardare le cose, con gli stessi sani obiettivi di prima.
Fra 5 anni quando tutti i progetti avranno tentato un decollo, mi piacerebbe percepire che la poca o molta crescita, sia stata ottenuta da un sistema e non da un soggetto solo. Solo così i progetti saranno a lungo termine, e avranno la possibilità di lasciare il segno. La partita è iniziata e a me piace vincere. A volte anche perdere può essere considerato come un momento vincente, purché si dimostri di aver dato il massimo, e di aver studiato la nuova tattica per poter chiedere la possibilità di rivincita.
Questo è lo sport, e non solo.
La Redazione
