“In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha piu’ che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati. Bisogna impedire che la legge condizioni anche il prossimo Parlamento: lo dicono in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì. E’ in atto la raccolta di firme per il Referendum popolare contro la legge elettorale vigente.
Firmare significa consentire al popolo di abrogarla.
Firmare significa ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali.
Firmare significa rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l’alternanza politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese.”
Cosa dicono i due quesiti referendari?
Il comitato referendario per i collegi uninominali ha presentato in Corte di Cassazione l’11 luglio 2011 due richieste di referendum abrogativo, aventi ad oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante “Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.
In breve: tendono ad abrogare la “legge Calderoli”, dal nome del Ministro proponente, conosciuta universalmente col nome di “porcellum” o di “legge porcata”, come la definì lo stesso Roberto Calderoli poco dopo l’approvazione parlamentare.
Il primo quesito (blu)
Il primo quesito, individuato dal colore blu, propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per la Camera e per il Senato introdotte dalla legge n. 270 del 2005. In questo modo, il quesito dà forma a una proposta che, nel 2007, era stata avanzata per primo dall’on. Pierluigi Castagnetti, della quale si era discusso in un Seminario organizzato dall’Associazione politico-culturale “Astrid”, diretta da Franco Bassanini.
Il secondo quesito (rosso)
Il secondo quesito, individuato dal coloro rosso, è di tipo “parziale”, perché abroga non l’intera “legge Calderoli” ma le singole disposizioni della stessa e, precisamente, le disposizioni che sostituiscono le due leggi approvate il 4 agosto 1993, rispettivamente n. 277 (“Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati”) en. 276 (Norme per l’elezione del Senato della Repubblica).
Com’è noto, queste due leggi, scritte “sotto dettatura” (come pretese il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro) della volontà popolare espressasi nel referendum del 18 aprile 1993 (il referendum Segni), introducevano, al posto della disciplina precedente (di tipo proporzionale), un sistema misto, in base al quale i seggi di Camera e Senato erano assegnati per il 75% mediante l’elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali, e per il restante 25% con metodo proporzionale (legge giornalisticamente definita il “Mattarellum”, dal nome del deputato Sergio Mattarella, relatore del testo).
Questo secondo quesito costituisce una variante del primo ma ha il medesimo obiettivo: nel senso che, con una tecnica abrogativa mirata, disposizione per disposizione, elimina comunque la disciplina introdotta dalla “legge Calderoli” al fine di ripristinare la “legge Mattarella”. L’idea di ricorrere a questa tecnica di abrogazione dei singoli disposti legislativi che ordinano la sostituzione normativa è stata avanzata da un costituzionalista, Massimo Luciani, nel Seminario di Astrid del 2007, ed è stata fatta propria da numerosi costituzionalisti. Questa idea, poi, si è tradotta nel secondo quesito che, Andrea Morrone, col concorso di altri colleghi costituzionalisti e esperti di referendum abrogativi, ha materialmente confezionato, per essere depositato in Cassazione.
La tecnica abrogativa
Con due tecniche diverse di incisione sulle disposizioni di modifica introdotte dalla legge n. 270 del 2005 alla disciplina previgente (integralmente abrogativa nel quesito n. 1 di colore blu; parzialmente abrogativa nel quesito n. 2 di coloro rosso), si mira a eliminare tutta la disciplina introdotta con la “legge Calderoli”, con la quale si è votato il Parlamento nel 2006 e nel 2008. Il risultato sarà lo stesso: abrogare in maniera totale la “legge porcata”, eliminando tutti i suoi principali contenuti: liste bloccate, premio di maggioranza, distribuzione proporzionale dei seggi, soglie di sbarramento assai esigue.
La posizione del nostro Segretario Regionale Stefano Bonaccini
Tratto dall’intervista di Andrea Chiarini, La Repubblica Ed. Bologna, venerdì 2 settembre
(…)Dopo la firma di Romano Prodi contro il Porcellum, si sono mossi i dirigenti Pd. Manca solo lei…
«Firmo domenica a Modena. Il Pd ha fatto la sua proposta di riforma elettorale, doppio turno alla francese e alleanze dichiarate prima. Dopo di che non vedo contraddizioni col referendum, soprattutto perché non mi fido di questa destra. Quindi ben venga la raccolta di firme, il referendum è un utile strumento di pressione per tornare a dare la voce agli elettori, che adesso non possono scegliere chi mandare in Parlamento. Ma il ritorno del cosiddetto Mattarellu non mi convince, perché costringe i partiti ad allearsi contro qualcuno, piuttosto che per qualcosa. Prodi? Mi confortala sua presa di posizione, resta tra le figure più rilevanti del centrosinistra»(…)
Come posso firmare?
Recarsi presso la nostra sede di Via del Lavoro, 25 – Molinella
Dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 11
Il Sabato dalle 10 alle 12
Le firme saranno raccolte fino al 17 settembre.
In alternativa:
recarsi presso il proprio comune di residenza, presso la segreteria generale, oppure l’ufficio elettorale o l’URP (ufficio relazioni con il pubblico);
altrimenti recandosi a uno dei banchetti presenti sul territorio, il più vicino è alla Festa provinciale dell’Unità di Bologna, accanto allo Spazio Dibattiti.

