Le antiche e continue liti di confini fra Bologna e Ferrara per il possesso di terreni coltivabili o meno sfociarono in un accordo il giorno 12/2/1579 che fu chiamato “Transazione pro interim” cioè provvisorio. Si decise, fra l’altro, di tracciare il confine lungo il centro di Molinella dove scorreva il canale “Canalazzo o Fondo” scavandolo più profondo per rendere difficili i passaggi dalla Molinella bolognese a quella ferrarese e viceversa. La parrocchia di Marmorta si trovava in quel periodo nel ferrarese. Tale divisione fu disastrosa perché gli abitanti commettevano tante violazioni con relative contestazioni.
Uno dei più gravi conflitti, anche pittoreschi, avvenne fra due medici. Il dottor Alessio Porta, proveniente dagli studi di anatomia e teoria (?) a Ferrara sua città natale, venne ad aprire una “spezieria” nel 1730 nella Molinella ferrarese vicino alla chiesa ed espose sulla porta le sue credenziali di “chimico, cerusico-barbitonsore e cavadenti subordinato al Protomedico”. Da ricordare peraltro che il significato di molti vocaboli si modifica col passare del tempo: i barbieri nel ‘Settecento’ erano collegati al Collegio dei chirurghi. Nel territorio ferrarese il Porta si accattivò la fiducia della gente. Il dottore della zona bolognese invece non riuscì a guadagnarsi buona fama anche se talvolta chiedeva per i suoi pazienti un consulto di qualche medico bolognese fra cui il chirurgo Paolo Molinelli al quale Benedetto XIV ( il bolognese Prospero Lambertini) nel 1740 aveva concesso la prima cattedra bolognese di chirurgia. Il medico della Molinella bolognese denunciò il dottor Porta per la “spezieria “ e per il passaggio nel suo Stato ma con patente in chirurgia concessagli solo dal collegio dei chirurghi- barbieri di Ferrara. I giudici considerarono il Porta colpevole ma la condanna fu mite per cui ricominciò la protesta di molti abitanti delle due zone con motivazioni opposte: correva l’anno 1745. Ma la soluzione più drastica fu quella del dottore ferrarese che pochi mesi dopo morì improvvisamente, probabilmente per ictus cerebrale.
La Transazione pro Interim che nelle intenzioni doveva essere temporanea venne annullata solo nell’anno 1797 . Il centro di Molinella cambiò aspetto perché a fine ‘800 il Canalazzo fu soppresso e riempito di terriccio: la pace ritornò quasi sovrana dall’anno in cui avvennero altre variazioni di confini fra Bologna e Ferrara. Nel 1917 il papa Benedetto XV ( il genovese Giacomo della Chiesa) pose fine a tutte le questioni assegnando alla zona bolognese parte del territorio parrocchiale di Marmorta che giungeva fino al centro di Molinella. Anche la chiesina sussidiaria di Marmorta ( la ferrarese) passò alla Diocesi di Bologna e quindi al parroco di Molinella don Primo Angelini che per tale questione aveva ottenuto udienza e pieno consenso dal papa. Fu così che la famosa “Transazione” rimase “senza interim”.
Tullio Calori
