C’è il sole stamattina ed essendo in anticipo mi siedo sul muretto dell’aiuola davanti al cancello principale della scuola a godermelo un po’.
L’edificio scolastico, un enorme caseggiato giallo a due piani a forma di U, accoglie circa ottocento alunni di scuola primaria e secondaria di primo grado. Ormai tutti gli spazi sono stati occupati e quelli che una volta erano adibiti a laboratori, ora sono diventati aule. Circondato da una robusta ringhiera e da una siepe, l’edificio ha numerose entrate tutte ben chiuse per la salvaguardia dei nostri studenti e di noi insegnanti. Al di là della siepe un bel cortile, per la maggior parte formato da aiuole coperte di vegetazione. Ampi viali di mattoni rossi portano alle scalinate d’ingresso, il resto dello spazio è ricoperto di ciottoli. A prima vista fa un bell’effetto.
Suono il campanello ed entro. La vista è subito attratta dallo sventolio di un nastro bianco e rosso che corre lungo tutta la facciata. Il cortile è tutto transennato a causa della caduta di calcinacci dal cornicione e porta via circa la metà dello spazio a disposizione.
Il problema si è presentato a settembre scorso. È stato fatto un intervento d’urgenza sulle entrate e transennato tutto il lato destro. Sicché, già da allora, questo tratto del cortile non viene utilizzato.
È ancora presto, perciò svolto a sinistra e percorro il viale. I ciottoli sotto i piedi fanno male, ma i bambini ci giocano su questo acciottolato poiché le aiuole, ricche di arbusti e alberi con rami sporgenti, diventano impraticabili per il fango d’inverno mentre d’estate il terreno s’indurisce e si alza una nuvola di terra quando i bambini ci giocano. Tutta la fiancata sinistra è transennata. All’inizio della settimana sono arrivati gli operai, hanno transennato e scrostato il cornicione.
Volto a destra. Anche il lato che dà sullo stadio è transennato. La mattina accogliamo i bambini in cortile e lo spazio si è notevolmente ridotto.
La nostra Dirigente, con grande tempestività, ci ha messo in guardia sui pericoli di questo cortile. Portarvi gli alunni per l’intervallo è, per noi insegnanti, una grande responsabilità. Io me ne assumo già fin troppe per dare agli alunni un filo di autonomia pur nel rispetto delle norme sulla sicurezza, ma la responsabilità dei calcinacci no, non la voglio.
Già che sono qui vado a dare un’occhiata al “prato” sul retro. Qui i bambini potrebbero giocare, se non fosse per la distesa d’erba secca che con l’umidità diventa scivolosa e, quindi, pericolosa. In fondo si intravede il “parco”, piuttosto incolto, alberi e arbusti che s’intrecciano fittamente e nascondono pericoli. Una volta, qualche anno fa, i miei alunni ci trovarono un portafogli senza documenti e con parecchi soldi. Qui, comunque, ci si potrebbe giocare. Peccato che per raggiungere il parco si debba attraversare la strada percorsa dagli scuolabus e che è interna al cortile.
Mi guardo intorno. Erbaccia alta ovunque, reti cadenti che circondano le aiuole, siepi non potate, tronchi d’albero tagliati, sassi, veneziane cadenti e rotte sempre chiuse per il sole… Che desolazione!
Eppure questo edificio è solido, ha resistito bene al terremoto di due anni fa. Basterebbe un po’ di manutenzione, basterebbe qualche intervento mirato, basterebbe che l’Amministrazione Comunale “sentisse” l’obbligo di rendere accogliente e sicuro l’ambiente in cui i nostri bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo.
Dopo il problema porte, che si è risolto solo dopo l’intervento di Striscia la notizia, abbiamo dovuto anche cominciare a preoccuparci del problema amianto. Non so dire a che stadio di pericolosità si trovi, so solo che è lì, sulle nostre teste, e che d’inverno, quando si scioglie la neve sui tetti, le infiltrazioni d’acqua ci passano attraverso e colano sulle pareti delle aule.
Nel silenzio surreale che non t’aspetti in una scuola con circa ottocento studenti, m’avvio sconsolata verso l’entrata sul davanti, pensando che dovremo fare l’intervallo in classe per chissà quanto tempo ancora.
Lina Falco
Maestra delle scuole elementari

