servizi sociali a rischioUn Paese più povero, un debito pubblico più alto, un terzo dei giovani senza lavoro e senza prospettive, le famiglie appesantite dalla crisi e dagli aumenti tariffari che i sindaci di tutti i comuni hanno applicato, per sanare i bilanci. Anche Molinella lo ha fatto, al pari degli altri, aumentando i costi di tutti i servizi, dalla casa di riposo ai trasporti scolastici, alle rette delle scuole per l’infanzia, alle mense dei bambini. Anche le famiglie molinellesi pagheranno di più. Proprio quelle famiglie che ora la crisi coinvolge duramente. E che devono continuare a sostenere i figli che dopo gli studi non trovano sbocchi lavorativi o debbono accontentarsi di lavori precari o addirittura in nero, come nel resto d’Italia.

Questa amministrazione ha deciso di portare avanti alcuni grandi progetti che, se pur utili, tolgono risorse importanti avendo costi molto alti. Forse il cinema-teatro darà un tocco di signorilità alla nostra città, ma con quei 5 milioni di euro si potevano mettere al primo posto altri tipi di servizi, molto più necessari, che interessano una fascia più ampia di cittadini e di piccole attività artigianali e commerciali in difficoltà.

Abbiamo ripreso un articolo pubblicato da ”la Repubblica” (vedi articolo) per evidenziare i tagli fatti dal governo Berlusconi negli ultimi tre anni, in modo particolare nei servizi comunali, riducendo in alcuni casi anche il 100% i fondi per i servizi ai cittadini delle fasce più deboli.

Da quei grafici si capisce bene come il governo di Berlusconi e di Tremonti, che continua a dire che non mette le mani in tasca agli italiani, con il forte sostegno interessato della Lega Nord, di fatto ha già tolto quasi tutti i fondi ai servizi fondamentali per l’infanzia, la non-autosufficienza, le politiche per la famiglia, l’inclusione degli immigrati, le politiche giovanili, il servizio civile, il sostegno per l’affitto e, con la legge mille proroghe anche i fondi a sostegno dei malati oncologici. Chiede sacrifici a chi non fa rumore e andrebbe sostenuto di più. L’esatto contrario dello spirito della nostra Costituzione e della nostra democrazia che dovrebbe garantire a tutti pari dignità e maggiori risorse ai più deboli.

Che altro ancora dovrà tagliare questo governo? Cosa siamo disposti a lasciarci togliere ancora? E con quali progetti per quale futuro, soprattutto per i nostri figli?

Invece di occuparsi di sostegno allo sviluppo economico e sociale, di creare nuove prospettive come stanno facendo gli altri Paesi per ripartire, per ridare slancio all’occupazione, per rivitalizzare la ricerca e la formazione, invece di affrontare le tensioni internazionali, il governo di Berlusconi pone sul piatto i soliti temi: il processo breve, l’immunità parlamentare, la giustizia e i processi del premier, accusando la magistratura e, dulcis in fundo, auspicando la fine della scuola pubblica, denigrando gli insegnanti, offrendo regalie e concessioni per restare in sella e accattivarsi simpatie. E’ questo che ci salverà dalla crisi economica, etica e sociale? è questo il sogno degli italiani e di noi molinellesi? La visione di società del Partito Democratico e di tutte le persone che lavorano e si occupano delle loro famiglie, svolgono con onestà le loro mansioni e onorano i loro impegni è molto diversa.

Pensiamo che una comunità civile debba basarsi sullo sviluppo sociale, non solo economico, e che valori come la salute, la crescita educativa, il sostegno ai deboli e ai piccoli debbano essere prioritari in un Paese moderno. Ne sono buoni esempi quegli Stati del nord-Europa che hanno saputo dare benessere economico e sicurezza ai loro cittadini, tenendo sempre al primo posto la dignità delle persone e i loro bisogni primari, la flessibilità nel lavoro (quella vera) e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici con sostegni alla maternità e al welfare, l’integrazione, l’istruzione e lo spazio lavorativo e abitativo degli stranieri che imparano ad amare e rispettare il paese che li accoglie, la giusta distribuzione delle ricchezze e la garanzia dei servizi di base a ogni cittadino, una buona fiscalità, un corretto uso del denaro pubblico. In Italia diverse Regioni, fra le quali la nostra, cercano di portare avanti questo modello di società, garantendo fin’ora buona qualità dei servizi. Ma fino a quando? Già i comuni non ce la fanno più e hanno dovuto rincarare i servizi e porre tagli. Vogliamo perdere tutto ciò? Vogliamo cedere alla tentazione del privato come soluzione alle inefficienze e agli sprechi? Oppure vogliamo ridurre i costi dove si spende troppo, adeguare i servizi ai cambiamenti della società attuale, responsabilizzare dirigenti, funzionari e politici affinchè ricordino sempre che sono a servizio del cittadino e che debbono difendere l’onorabilità del loro ruolo?

Noi proponiamo quest’ultima via come la più valida per procedere verso una crescita che sia autentica e coinvolga tutti. La chiamerei crescita umana, etico-sociale ed economica. Tre fondamenti che, se usati insieme, danno un sapore autentico allo stare insieme e un modello vincente per le vecchie e le nuove generazioni.

Vincenzo Caradonna