Con l’ordinanza n. 15 del 31 luglio u.s. il Commissario delegato per la Ricostruzione Vasco Errani ha disposto di “trasferire temporaneamente” le quattro classi della succursale di Molinella dell’Istituto ex Fioravanti alla sede principale di Budrio.
Quindi, l’ordinanza definisce questo trasferimento “temporaneo”. Auguriamoci che sia realmente così perché il rischio che possa diventare definitivo è presente. Per questo motivo ci si deve impegnare ancora affinché l’edificio, gravemente danneggiato dal terremoto, venga riparato al più presto per poter ospitare nuovamente gli studenti.
Perdere l’Istituto professionale, considerato da decenni il fiore all’occhiello per la meccanica del nostro territorio, sarebbe una ferita per tutta la comunità. E perdere una scuola è sempre un impoverimento della società. Ma per consolidare e far crescere le scuole superiori occorre un “progetto per la scuola” che questa Amministrazione comunale non ha dimostrato di avere. A mio parere, per tentare di far decollare l’ex Fioravanti – le cui iscrizioni sono state in calo negli ultimi anni – occorre instaurare un costante e fattivo dialogo con insegnanti, direzione didattica e Provveditorato, realizzare iniziative promozionali intercomunali per la valorizzazione delle caratteristiche formative della scuola e creare forti sinergie con gli imprenditori artigiani del territorio.
Inoltre, per mantenere a Molinella l’attività scolastica dell’ex Fioravanti dopo l’inagibilità dell’edificio, serviva una decisa determinazione unita ad una forte volontà politica che sono mancate o sono state insufficienti.
Il Sindaco, l’assessore alla pubblica istruzione, la Giunta dovevano partire lancia in resta all’indomani della dichiarata inagibilità. Dovevano presentare il loro progetto di una sede scolastica alternativa – con il sostegno politico dell’intero Consiglio comunale – direttamente al Presidente Errani che si è sempre reso disponibile, soprattutto per la soluzione delle problematiche riguardanti le scuole inagibili. Si doveva fare come hanno fatto altre Amministrazioni dei Comuni terremotati. Fabrizio Toselli, Sindaco di Sant’Agostino di Ferrara ed esponente del PDL alla guida di una Giunta di centrodestra, in una recente intervista ha dichiarato che «Errani sta facendo un gran lavoro» ed ha promosso a pieni voti l’operato del Commissario e della Regione. Credo che a Molinella si sia temporeggiato troppo, aspettando le decisioni della Provincia di Bologna. Probabilmente questo atteggiamento attendista, in una fase di concitata emergenza come quella causata dal terremoto in una così vasta area, è stato esinziale per le sorti di questa vicenda.
Quindi, la Giunta di Molinella dovrebbe fare autocritica e non cadere nella tentazione di addossare ad altri ogni responsabilità.
La situazione era senz’altro complessa ma in questa circostanza il Sindaco e la Giunta sapevano di avere l’appoggio dell’intera comunità molinellese e di chi la rappresenta in Consiglio comunale ( tutti i Gruppi consiliari – sia di maggioranza che di opposizione – si erano dichiarati disponibili a sostenere politicamente il mantenimento dell’attività didattica nel nostro Comune). Questo non è affatto di poco conto e non poteva essere sottovalutato da nessuno. E la Giunta doveva agire mettendo in campo questa forza sin dai giorni immediatamente successivi alla dichiarazione di inagibilità della scuola. Quindi, si poteva fare di più. Anzi, si doveva fare di più: informando costantemente e coinvolgendo maggiormente sia i cittadini che i Gruppi consiliari.
Perché in questa occasione ci sarebbe stata unità d’intenti, ne sono certo: il mantenimento dell’ex Fioravanti a Molinella sta a cuore a tutti ed è un obiettivo che tutti vogliono raggiungere.
A tal proposito mi vengono alla mente le parole che don Lorenzo Milani pronunciò rivolgendosi ai suoi scolari di Barbiana: “Ho scoperto che il tuo problema è anche il mio problema: uscirne da soli è l’avarizia (ed anche il limite umano), uscirne assieme è la politica”.
Pertanto, credo che ognuno debba avere il coraggio e l’umiltà di assumersi la responsabilità delle proprie azioni, giuste o sbagliate che siano. Anche questo sarebbe un buon segnale per cambiare il modo di fare politica.
Aldo Casoni
Capogruppo PD al consiglio comunale
