La crisi economica che stiamo vivendo mette in difficoltà tante famiglie e porta molti sulla soglia della disperazione. Mentre Bankitalia registra la netta caduta dei redditi familiari, Federconsumatori calcola in 2.200 euro l’aumento medio della tassazione che nel 2012 colpirà le famiglie italiane. Come se ciò non bastasse rincarano anche i prezzi del carburante, dell’energia elettrica e del gas. Un conto decisamente salato per le famiglie che, comunque, restano gli attori principali nella gestione di questa crisi, poiché sempre di più fungono da ammortizzatori sociali attraverso l’aiuto economico intergenerazionale.
Ma se questa crisi economica passerà come tutte le crisi, ciò che preoccupa è la crisi irreversibile dello “stato sociale”, il cosiddetto welfare state con cui si è sviluppato, principalmente nei primi decenni del secondo dopoguerra, il modello sociale italiano ed europeo. Il taglio ai servizi sociali (assistenza sanitaria, pubblica istruzione ecc.) ed il loro progressivo smantellamento generano insicurezza, sfiducia e ingiustizia sociale. I Comuni, che sono le istituzioni più vicine ai cittadini, debbono attuare politiche attive in difesa delle famiglie per la salvaguardia della coesione e dell’equità sociale. Era questa la finalità della nostra proposta avanzata in Consiglio comunale in occasione della presentazione del Bilancio 2012: esonerare i redditi sotto i 10.000 euro dall’aumento dell’addizionale Irpef – deciso dalla Giunta del Sindaco Selva – e costituire un Fondo per piccoli prestiti rateali, senza interessi o a tassi molto bassi, per aiutare chi si trova in temporanea difficoltà ed ha problemi a pagare l’affitto, la rata del mutuo o a saldare le bollette di casa. Operazione di welfare puro, mediante il microcredito, specifico per il settore dell’abitazione o per affrontare spese familiari impreviste e improcrastinabili. Altri Comuni lo hanno fatto, potevamo farlo anche noi, compensando le minori entrate con l’extra-gettito derivante dall’IMU, con maggiori risparmi e razionalizzando alcuni servizi diventati troppo onerosi.
Aldo Casoni
Gruppoconsiliare Partito democratico
