Il Comune di Molinella ha pubblicato il 26 giugno un avviso esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte progettuali mediante project financing a iniziativa privata per l’affidamento delle attività di progettazione, finanziamento e ristrutturazione nonché per il successivo affidamento della concessione di gestione della Casa di riposo Nevio Fabbri di proprietà del Comune di Molinella.
In sintesi si cerca un operatore economico che metta mano a importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento normativo dell’edificio e degli impianti della Casa di riposo Nevio Fabbri nonché della gestione in concessione del servizio residenziale socio sanitario per le persone anziane.
Tuttavia leggendo sia l’avviso che la determinazione di approvazione siamo rimasti perplessi in merito alla correttezza degli atti e temiamo che anche questa volta si rischi una ciambella senza buco, che ci sembra la specialità di questa amministrazione.
Innanzitutto l’avviso parla dell’intero edificio e, quindi, anche del nucleo accreditato, senza ulteriori specificazioni. La concessione del servizio riguarda anche questo nucleo? Non è il Comune a decidere a chi affidarlo, amministratori e tecnici comunali dovrebbero saperlo.
Strano che l’avviso non spieghi ad eventuali interessati che l’edificio contiene due servizi di casa residenza anziani ben distinti, uno dei quali con 47 posti e l’altro con 52 autorizzati.
Detto questo, volendo procedere oltre, una cosa cattura immediatamente l’attenzione: l’avviso esige che eventuali interessati presentino entro il 26 luglio, quindi entro 30 giorni dalla pubblicazione, una mole corposa di documenti (progetto di fattibilità, relazione gestionale, bozza di convenzione, matrice dei rischi, piano economico finanziario (PEF) asseverato da un professionista abilitato, relazione illustrativa del PEF, analisi “Value for Money” cioè la dimostrazione che l’affidamento mediante finanza di progetto sia vantaggiosa per il Comune al posto di un semplice appalto).
Questa, a nostro parere, non è una semplice manifestazione di interesse, ma la proposta completa prevista dall’art. 193, comma 1 del codice degli appalti pubblici per la finanza di progetto, ossia un lavoro che normalmente richiede settimane o mesi di lavoro multidisciplinare (progettisti, commercialisti, revisori, consulenti finanziari, legali).
Il termine di 30 giorni è davvero incompatibile con un’effettiva apertura del mercato: più volte la magistratura amministrativa ha richiamato le amministrazioni alla coerenza tra il tempo disponibile per la presentazione di una proposta e la complessità della stessa; 30 giorni sono davvero pochi per la particolare complessità della documentazione richiesta e ci sembra che con questo termine si possano favorire operatori economici che abbiano già svolto attività di studio o conoscano approfonditamente la struttura, senza la sufficiente attenzione ai principi di concorrenza e di par condicio.
Oltre a ciò nell’avviso mancano, a nostro parere, criteri predeterminati per la valutazione delle proposte che perverranno.
Ci siamo volutamente limitati ad una prima parte delle problematiche, ma garantiamo che seguiremo con attenzione tutte le fasi della procedura, certi che chi di dovere correggerà possibili lacune o distorsioni ove si presentassero.
La Redazione
