Post pandemia e violenza sulle donne: serve un cambio di passo

La violenza sulle donne e i femminicidi sono un problema sempre più attuale.
Tutt’ oggi, quelle che vengono spesso derubricate come “liti domestiche” o “screzi familiari” sono invece un’urgenza che richiede serie misure di prevenzione e sostegno.

Stalking, violenza, stupro e femmicidio sono diventati termini tristemente noti al dibattito pubblico, e il rapporto sviluppato dall’OMS, dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine e dalla South African Research Council evidenzia come questo sia “un problema globale, che solleva questioni riguardanti il Servizio Sanitario Nazionale, la parità dei sessi e i diritti umani in tutti i Paesi e strati sociali” e analizza sistematicamente i dati sulla diffusione della violenza contro le donne a livello mondiale, inflitta sia da parte del proprio partner che da sconosciuti, e mette in luce, per la prima volta, la diffusione globale di queste due forme di violenza grazie ad informazioni raccolte durante le indagini realizzate in tutto il mondo.

Secondo i dati dell’Unione Europea la Pandemia ha aumentato le disparità di genere con il concreto pericolo che 47 milioni di donne possano vedere una diminuzione dei progressi conquistati finora e ricadere sotto la soglia di povertà causata dalla perdita del lavoro.

Dal 2020, durante il primo lockdown, le denunce per violenza di genere hanno visto un incremento del 73%, e la correlazione tra i due eventi è tristemente non casuale.

Il primo caso noto nella storia fu quello di Franca Viola: a soli 15 anni, dopo la fine di una storia con Filippo Melodia, nipote di un noto mafioso locale, venne rapita e condotta in un casolare isolato, dove per giorni e giorni venne violentata. Dopo la liberazione, Franca rifiutò il cosiddetto “matrimonio riparatore”, dichiarando: ”io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”.
La sentenza si concluse con la condanna ad 11 anni per Melodia e i suoi complici.
Si dovette però attendere il 1981 perché il “matrimonio riparatore” e il “delitto d’onore” uscissero definitivamente dal codice penale italiano.

Dall’inizio di quest’anno, sono stati 50 i femminicidi commessi nel nostro Paese.
Tra i casi più recenti e vicini a noi, ricordiamo l’omicidio di Ilenia Fabbri, a Faenza il 6 Febbraio; di Rossella Placati, il 22 Febbraio a Bondeno; di Emma Elsa Michelle Pezemo a Bologna il 2 Maggio e quello di Chiara Gualzetti il 28 Giugno a Monteveglio di Valsamoggia. Si sta inoltre facendo sempre più fondato, supportato dalle dichiarazioni del fratello, il timore che anche Saman Abbas, ragazza pakistana 18enne che risiedeva a Novellara (RE) sia purtroppo stata l’ennesima vittima a seguito del tentativo di matrimonio forzato imposto dalla famiglia, che lei, però, ha cercato di evitare con tutti i mezzi a sua disposizione.
Quest’ ultima si era infatti rivolta ai servizi sociali e aveva trovato rifugio in una comunità nel bolognese, per poi far ritorno a casa in cerca, si crede, di documenti per potersene andare con il fidanzato che lei aveva scelto.
Da allora, però, non si hanno più tracce di lei.

Il 23 Settembre è stato arrestato a Parigi il principale sospettato dell’omicidio della ragazza, lo zio Danish Hasnain che da tempo si nascondeva.

Fortunatamente la nostra regione è una tra le più attive e aggiornate del nostro Paese: sul sito www.stanzarosa.it si possono trovare tutte le informazioni necessarie, i contatti e la mappatura di tutti i servizi di contrasto alla violenza per chi dovesse trovarsi in una situazione simile. Le stanze rosa sono spazi protetti studiati per aiutare chi ha subito violenza, e la più vicina a noi si trova alla stazione dei carabinieri di Castenaso.

Chiamando il 1522, numero gratuito promosso dal dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri, si può avere supporto immediato grazie al lavoro di operatrici specializzate.

A Gaiba (RO) è nato il movimento “Io ci metto la faccia”, costituito da alcune giovani donne che a seguito di episodi di violenza si sono unite per sensibilizzare tramite una campagna social basata sulla diffusione e condivisione di foto e volantini con l’hashtag #cimettolafaccia.gaiba

Nel 2022 queste iniziative dovrebbero entrare a far parte del calendario di ciascun Comune d’Italia, oltre ad una seria istruzione civica che faccia comprendere l’importanza del rispetto delle donne in una società moderna e non più legata a vecchi schemi patriarcali.

Anche se situazioni del genere non dovrebbero più esistere, dichiararlo, mostrarlo, renderlo tangibile può aiutare anche chi non si sente di denunciare e di chiedere aiuto a farlo, a sentirsi più compresa e a sentire la vicinanza e il rifiuto di determinate azioni della società che la circonda.

Sara Vestrucci
Consigliere comunale del Comune di Molinella