Il disincanto dei giovani verso la politica - Partito Democratico di Molinella
Il disincanto dei giovani verso la politica

Il disincanto dei giovani verso la politica

Quando mi è stato chiesto di scrivere un breve articolo per il giornale del PD di Molinella, mi sono detta che sarebbe stata un’opportunità perfetta per discutere di un argomento che tanto mi sta a cuore, in parte perché sono giovane ed in parte perché ognuno di noi dovrebbe interessarsi alla politica; che si tratti di governare, tutelarsi o del saper convivere in modo civile, la sostanza non cambia: urge una discussione sulla politica (e non solo)a livello generazionale.

Io ho 22 anni e sono laureanda all’università “Ruffilli” di Forlì, Ateneo di Bologna, iscritta al corso di Scienze Internazionali e Diplomatiche. Ho scelto questa strada a causa del mio interesse nel voler capire le dinamiche che stanno alla base degli assetti socio-politico-economici. Potrei aggiungere che è anche colpa della mia polemicità, ma questo un altro discorso. Aristotele continua ad avere le sue ragioni quando affermava che l’uomo è un animale politico.

Arriviamo al punto: la politica siamo tutti noi che facciamo parte di una società, in modo passivo o attivo. La politica è chi governa, chi ne da un’interpretazione burocratica e chi si oppone alle decisioni prese da chi detiene il potere.
Dunque la politica è sia ‘prendere parte’ ad un determinato processo che ‘esserne parte’. Entrambe queste accezioni, che dovrebbero essere care ad ognuno di noi, sono venute meno: si sono ridotte al minimo e addirittura annullate in moltissimi giovani, la mia generazione. Giovani, i quali dovrebbero sentirsi parte integrante e funzionale di un sistema politico, economico, ma soprattutto umano e sociale. Giovani che dovrebbero essere un gruppo sociale e politico in tale sistema, ma che non riescono in alcun modo a ritrovare le coordinate di appartenenza e di identificazione al gruppo politico.

La domanda che ci si deve porre è quindi scontata:i giovani di oggi si sono estraniati oppure non sono stati interpellati?
Sono convinta personalmente che i giovani siano stati allontanati. Il loro disincanto è un suono cosi assordante ed è da considerarsi a tutti gli effetti una risposta alla mancata propensione nell’inserirli all’interno del sistema politico. E’ difficile capire il dolore che si prova nel cadere dalla bicicletta se nessuno quando eri un bambino ha provato a spingerti da dietro. Lasciarti andare, provare poi, dopo molte cadute, rialzarti, farcela da solo.

Le diverse generazioni che si sono affacciate alla politica si sono spogliate del carattere protagonistico tipico degli anni ’60 -’70, per poi essere contestatrici, innovatrici sino a regredire oggi ad una fase di invisibilità: ecco i Figli del Disincanto, precari e pessimisti ma soprattutto Figli della Disaffezione politica, o meglio, distanti dalla politica intesa come garanzia degli interessi privatistici di una classe dirigente spesso sciagurata.

I giovani si impegnano in attività (da considerarsi politiche a tutti gli effetti) alle quali non viene però attribuito questo significato prettamente politico in senso stretto, come l’associazionismo e le forme di volontariato. Tutto questo avviene sotto l’occhio vigile delle fasce d’età ancor più giovani che secondo schemi generazionali, vedendo allargarsi la forbice tra le esigenze e la capacità di risposta, restano a guardare.

Le difficoltà che le generazioni più recenti hanno nel trovare un ruolo “politico” attivo, quindi stare dalla parte di chi prende le decisioni, sta anche e soprattutto nell’incapacità del sistema di saper cogliere gli input,la domanda di necessità, che la contemporaneità pone alla società di oggi, affinché ne escano output in grado di dare risposte concrete ai propri bisogni. In poche parole: risposte tangibili.

La mia generazione ha bisogno di essere creduta.
La mia generazione deve sbagliare per imparare a correggersi.

Alla mia generazione bisogna lasciare almeno il beneficio del dubbio, perché “alla mia età” sta succedendo proprio adesso.

Francesca Lolli

 

 

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