Cultura come esito o come motore? - Partito Democratico di Molinella
Cultura come esito o come motore?

Cultura come esito o come motore?

Vita in tumulto: il senso della politica e l’arte, il contesto locale e le soluzioni legate al territorio di Molinella

di Alice Cesari / Consigliere Comunale Delegato alla Cultura
(Articolo pubblicato sul bimestrale Molinella a Confronto n.15, stampato il 6 giugno 2016)

Serve essere appassionati del mondo per impedire che la propria attenzione venga distolta da cose inutili, dannose e vuote della politica spettacolo. Serve saper ottenere informazione dal sistema mediatico corrente, senza venire travolti dai sensazionalismi strumentali a generare credito o discredito verso questo o quel personaggio politico. Come persona attiva politicamente da qualche tempo, non mi appassiona l’accanimento mediatico sul governo Renzi, mi appassiona molto di più l’energia che trovo in tanti ragazzi più o meno giovani come me, che cercano di lasciare un segno sulla cosa pubblica. Per farlo occorre avere in mente un’altra idea di partecipazione e di responsabilità per evitare che la politica si trasformi in una parola pesante e continui invece ad alimentare energie.

“La distinzione tra una storia reale e una storia inventata è […] che la seconda è costruita, mentre la prima non lo è affatto. La storia reale in cui siamo impegnati non ha alcun visibile o invisibile artefice, perchè non è “fatta”. Il solo che la rivela è il suo eroe, e questo è il solo mezzo con cui la manifestazione originariamente intangibile […] può divenire tangibile ex post facto attraverso l’azione e il discorso. […] L’eroe che la storia ci rivela non ha bisogno di qualità eroiche; originariamente la parola “eroe” in Omero non era nient’altro che un appellativo dato a un uomo libero che partecipava all’impresa di Troia, sul quale si poteva raccontare una storia. La connotazione del coraggio […] non è unicamente o anche principalmente legata al proposito di accettare le conseguenze dell’agire; il coraggio e anche l’audacia sono già presenti nel lasciare il proprio riparo e mostrare chi si è, svelando ed esplodendo sè stessi. […] Il significato generale dell’azione e del discorso può assumere varie forme di reificazione nelle opere d’arte. […] La sfera politica sorge direttamente dall’agire insieme, dal condividere parole e azioni.”

(Hannah Arendt, Vita Activa, Bompiani, Milano, 1997)

Fin quando la polis è capace di ispirare gli uomini al desiderio di osare lo straordinario, tutto è salvo. Continuare ad interrogare il proprio agire pubblico è alimentare questa prospettiva. Cos’è la cultura? Cultura dove sei? La cultura è critica sociale? La cultura è necessaria? La cultura è politica? La religione è cultura?  La cultura dell’emergenza. Abbiamo dimenticato la cultura? Alla ricerca della cultura. Alla ricerca di Gramsci. Alla ricerca di Pasolini. Quali sono le responsabilità della cultura? L’intellettuale è inutile? La politica ha bisogno della cultura? La cultura fa volare l’Italia?2k0o8450_400_01 Queste le domande che la nostra nazione ha ispirato ad Alfredo Jaar in Questions Questions, il progetto di arte pubblica dell’artista cileno che nel 2009 ha collaborato con la città di Milano. L’installazione riflette sulla doppia valenza della cultura come esito, ma anche come motore di sviluppo sociale. Riguarda la possibilità, da parte della cultura, di interagire con il contesto sociale e politico come vero e proprio agente di trasformazione del mondo in cui viviamo. Riguarda la mancanza di consapevolezza rispetto a cosa la cultura realmente sia, sulla sua spettacolarizzazione, sulle sue connivenze, sulla troppo frequente confusione tra cultura e intrattenimento culturale.

 

A Molinella siamo su questa strada? Mi auguro di sì, o per lo meno ci proviamo, senza mai e poi mai dare per acquisito il risultato migliore, ma pensando sempre solo ad essere motore di una cultura, e non esito. Mentre scrivo si sta concludendo il ciclo di iniziative organizzate dal nuovo direttore artistico dell’Istituto Adriano Banchieri, il giovane Nicola Rosso, nella soddisfazione generale per come sono state impostate le cinque serate dei saggi finali, avvenuti per la prima volta creando un’Orchestra Banchieri completa composta dai ragazzi e bambini. Queste hanno fatto seguito ad un’altra iniziativa, prova di grande spirito di collaborazione: tre serate concerto per l’apertura della nuova sede presso il comparto C del cinema teatro, coinvolgendo le scuole di musica del territorio: la Mascagni di Medicina, la J.Dupre di Minerbio, la Solaris di Argenta, la Diapason di Budrio, il coro Ada Contavalli e la Banda con il nuovo direttore Luca Brunelli.

 

In preparazione per l’autunno altre iniziative che stiamo pensando insieme, nella speranza che possano generarne altre all’interno di un istituto che possa farsi polo mulimediale. Appena attivato anche il bando per la prossima edizione di Video Freccia, il cui archivio delle passate sette edizioni verrà digitalizzato presso la Biblioteca Severino Ferrari nel corso dell’estate da un piccolo staff composto da tirocinanti del Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, dal prezioso contributo di volontari e dal personale della Biblioteca. Quest’anno l’evento verrà lanciato con una conferenza stampa/serata dedicata al videoclip musicale presso lo spazio Crudo all’Ex Ospedale dei Bastardini di Bologna, rientrando nella programmazione di Bé / Bologna Estate, con la collaborazione di Christian Battiferro, videomaker, docente e organizzatore di eventi come Fruit presso Palazzo Re Enzo.

 

Questo è il nostro modo di generare domande ed energie, il nostro segno, nel disegnare una continuità fra le esperienze, nel promuovere una cultura come fattore di connessioni e per questo anche di libertà e trasformazione.

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