Ambiente: le sfide di un territorio fra gestione e prevenzione - Partito Democratico di Molinella
Ambiente: le sfide di un territorio fra gestione e prevenzione

Ambiente: le sfide di un territorio fra gestione e prevenzione

Intervista all’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Gianni Righetti.

Come funziona la raccolta differenziata e come verrà gestita la raccolta dell’umido?

La raccolta dell’umido fa seguito ad un’azione attivata dalla precedente amministrazione che aveva avviato la raccolta differenziata dei rifiuti.
L’umido rappresenta una tipologia di rifiuto che pesa il 30% sul monte rifiuti totale che noi tutti produciamo, il quale andava prima a conferire nei cassonetti della raccolta indifferenziata, creando un problema di costi di smaltimento elevati.
Con l’introduzione della raccolta dell’umido i costi di gestione si sono ridotti ad un terzo rispetto alla precedente gestione, passando da un costo di 125 eu a tonnellata a 45 eu per medesima quantità; è inoltre una questione di civiltà la separazione di tutti i rifiuti dacché è compito dell’Amministrazione non solo tenere conto dell’immediato quanto delle generazioni future. Inoltre, per normativa europea da oggi al 2020, le discariche non potranno più essere realizzate e si parla dunque solo di termovalorizzatori, i quali non possono bruciare efficacemente l’umido, che come dice il termine contiene una parte di liquido, se non a fronte di ingenti quantità di metano necessario a portare la fornace alla temperatura adeguata alla combustione.
L’umido viene quindi portato a centrali di stoccaggio e trasformazione per farlo divenire fertilizzante o ammendante per l’agricoltura, rendendolo dunque da voce di costo a prodotto utile.
E’ infine in corso di sviluppo un progetto, in concordato con Hera spa, per realizzare una distribuzione gratuita dei prodotti della raccolta dell’umido e di compostiere domestiche a tutti i cittadini che contribuiscono alla raccolta, unitamente a sessioni di formazione alla gestione dei rifiuti da tenersi in ogni agglomerato urbano del territorio comunale, per fornire una corretta informazione. Il Comune di Molinella con questo progetto si fa promotore e guida per altre e future iniziative, auspicando di raggiungere l’obiettivo entro gennaio 2015.

Come è la situazione del ponte sul Fiume Reno?
Cosa è accaduto e come si può effettuare prevenzione al fine di evitare in futuro questi problemi?

Va fatta chiarezza in merito: il Comune di Molinella ha sul confine del suo territorio il Fiume Reno; durante l’ultima piena è accaduto che una quantità di legname tagliato a monte e non raccolto – lasciato in golena o ivi scaricato – si sia bloccata sui piloni generando, con la modifica al flusso di scorrimento dell’acqua, un’erosione sui due lati dell’arginatura che sostiene il ponte. L’Autorità di Bacino responsabile del corso d’acqua, governata dalla Regione Emilia-Romagna, e la proprietà del Ponte ovvero la Provincia di Bologna hanno deciso il blocco della viabilità.

Il tratto interessato dall’erosione, di estensione pari a venticinque metri lungo l’asse del fiume, espone maggiormente il versante bolognese; due giorni dopo il provvedimento si è tenuta una riunione sul posto, partecipata dal Comune di Molinella, dalla Provincia di Bologna e dall’Autorità di Bacino il quale, quest’ultimo, decretando la somma urgenza ha disposto un intervenendo di ripristino con una massicciata.

(Nel momento in cui si è svolta l’intervista l’Assessore Righetti ha indicato il 27 novembre 2014 come data della riapertura della viabilità).

La prevenzione in merito si può fare applicando semplicemente il buon senso: quando la Regione, nella veste dell’Autorità di Bacino, da l’autorizzazione al taglio degli alberi nella golena, deve curarsi di verificare che questi vengano anche raccolti ed altresì vigilare che queste attività non vengano svolte illecitamente o da soggetti non autorizzati. Ad un esame dei tronchi raccolti si evince tuttavia che questi provengano con buona probabilità dalla montagna.
E’ inoltre opportuno che golena ed alveo vengano mantenuti in buono stato, rimuovendo gli ostacoli con periodicità, al fine di permettere anche alla Protezione Civile un facile accesso a tali aree per condurre ispezioni mirate all’individuazione di tane di animali come l’istrice, la volpe o la nutria le quali, per la loro morfologia, possono generare fontanazzi o indebolimenti degli argini in caso di piena.

La redazione

 

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